giovedì 11 dicembre 2008

Pastèque (pr. pastec) o Melon d'eau (pr. melon dò)

Parigi. Francia.
A me i francesi non garbano molto. Per fare un esempio, non hanno il bidet. Non che siano gli unici a non averlo... ma da loro mi dà particolarmente fastidio; forse in me è particolarmente viva la diatriba Italia-Francia (ah, i Mondiali!).
Ma Parigi è Parigi, bisogna ammetterlo, è stupenda, è romantica, è da vedere, soprattutto nel periodo di Natale. Ci sono stata 3 volte, in età diverse e ogni volta mi è piaciuta di più. Ogni quartiere ha una particolarità, anche le vie più normali sono belle. Parigi, per quanto sia moderna, conserva quell'atmosfera che solo le città con un grande patrimonio storico possono avere.
La città ruota intorno alla Senna, tutte le distanze sono misurate a partire dal fiume, un quartiere famosissimo si chiama Rive Gauche (Riva Sinistra) proprio per la sua posizione rispetto alla Senna, insomma, il fiume è il centro della città.
Le mete sono tantissime, a mio parere, pochi giorni in città non bastano. Prima su tutto, solo perchè è il simbolo assoluto della città, la Tour Eiffel: salire con l'enorme ascensore a 300 mt. d'altezza e vedere il panorama è fantastico, lo consiglio a tutti nonostante la coda da fare.
E poi, les Champs Elysées, il Sacro Cuore, la vicina Versailles, Notre Dame... Per non parlare di Mont Martre, quartiere degli artisti, raggiungibile tramite varie stradine strette e in salita, come fosse un piccolo mondo a parte arroccato al di sopra degli altri quartieri.
Anche il quartiere a luci rosse, Pigalle, dove girano le pale del Moulin Rouge e si balla il can can fa il suo effetto! Quando sono stata a Parigi in gita, ero in un albergo in questa zona... beh, divertente se si è coi compagni di classe ma lo eviterei in occasioni future; non è esattamente il quartiere più 'pulito' di Paris!
E non dimentichiamo il Louvre... non sono mai riuscita a entrarci ma mi piacerebbe... magari anche per riportare la Gioconda a casa........
Cibo e bevande. Qua l'anguria (io parlo abbastanza bene il francese ma non avrei mai immaginato che si potesse dire pastèque...) l'ho mangiata, buona! Ma, voglio dire, non è che si possa giudicare il livello gastronomico di un paese basandosi su un'anguria! Per il resto, si mangia abbastanza bene, meglio che in altri paesi (anche se sembra per loro impossibile cucinare un piatto di pasta o fare un caffè decenti) ma in generale, che si parli di vino, formaggio, prosciutto, panini e chi più ne ha, più ne metta, la supremazia dell'Italia è fuori discussione. Idem per la moda e per le donne.
Forse esagero? Non sono obiettiva? Può essere. Avrete capito che non amo il popolo oltralpe. Ma assume, quindi, ancora più significato il mio elogio verso la loro capitale. Fatemi sapere!

Watermeloen (pr. ignota)

Amsterdam. Olanda.
Pazzesca. Almeno, secondo me lo è. Surreale. Credo lo sia un pò per tutti.
Tra le città d'Europa in cui sono stata, Amsterdam è quella che mi ha fatto percepire più distanza (non kilometrica) da casa, dall'Italia.
Amsterdam è silenziosissima, l'efficienza dei mezzi pubblici e le vie per la maggior parte decisamente strette fanno sì che gli abitanti preferiscano la bicicletta all'automobile (nonostante la temperatura non esattamente mite).
Le case sono particolarissime: pochi palazzoni, molti edifici di pochi piani, costruzioni come quelle che vedete in foto, con finestre strette e i tetti a punta. I loro colori variano dalle diverse tonalità del rosso al marrone, dal nero al verde acqua. E spesso le case sono 'storte', leggermente pendenti o con le pareti angolate.
E poi i canali... dicono che le città più belle sono quelle percorse da fiumi o che si affacciano sul mare. Beh, Amsterdam nè è una prova. Questi canali attraversati da tanti, piccoli ponticelli, sono davvero suggestivi. Le gite in barca sono da fare e, soprattutto, è fantastico dormire nelle cosiddette houseboats, presenti soprattutto sul fiume Amstel. Sono imbarcazioni galleggianti sull'acqua, adibite ad abitazione. Nel mio caso, quando ero nel salottino, avevo la finestra che dava sulla superficie dell'acqua, vedere le paperelle passare a 2 cm non è cosa da tutti i giorni!
Gli Olandesi, in quanto popolo nordico, sono molto riservati. Ma davvero cortesi e disponibilissimi; inoltre, parlano TUTTI BENISSIMO l'inglese (proprio come da noi...).
La piazza centrale è Piazza DAM. Da lì si diramano tutti i punti di interesse della città: il Museo delle Cere, il Museo delle Torture, il Museo della Marjuana, la Casa di Anna Frank, i diversi mercatini (uno tra i più belli è il Noordemarkt, una sorta di mercatino delle pulci). E', invece, leggermente più fuori mano il Museo di Van Gogh ma è assolutamente da vedere.
E poi... beh, i coffeeshop e il quartiere a luci rosse (dove c'è anche uno dei vicoli più stretti al mondo). A ciascuno lascio la propria valutazione; io sono estremamente favorevole a entrambe le cose. Chi è interessato ci si reca e, invece, al di fuori delle zone in cui è permesso esercitare certe attività, è davvero IMPROBABILE trovarne traccia. I controlli e le multe sono severissimi e la Polizia è davvero sempre presente, specie a cavallo. Non si sgarra.
Il cibo... beh, io sono per la cucina mediterranea quindi 5 giorni a carne oliata e patate sono bastati e avanzati. Quando sono andata io, faceva decisamente freddo quindi non mi è nemmeno passato per la testa di gustarmi una fetta di anguria ma so che avrei dovuto chiedere un watermeloen!

martedì 9 dicembre 2008

Vodnì meloun (pr.ignota)

Praga. Repubblica Ceca.
Nella foto,il Ponte Carlo che, attraversando la Moldava, collega la Città Vecchia al quartiere Malà Strana. Ah, il Ponte Carlo, che nostalgia. Credo sia normale dato che l'ho visto durante una memorabile gita di classe.
Comunque... Praga, davvero una bella città, gotica, tutta d'oro e verde acqua, molto lontana da noi, esattamente come il popolo che la abita.
Diversi i punti di interesse, tra questi il Castello e Piazza Venceslao, dove si può vedere la lapide di Jan Palach, un giovane studente cecoslovacco, simbolo della resistenza anti-sovietica, che per questa causa si diede fuoco proprio in questa Piazza durante la famosa Primavera di Praga (1969). Ricordo che mi era piaciuta molto anche Piazza della città Vecchia (o Piazza dell'Orologio) che ospita l'Orologio Astronomico dai cui quadranti, ogni ora, esce una processione di apostoli.
Suggestivo in modo totalmente diverso, invece, è il Quartiere Ebraico nel quale, oltre a varie sinagoghe, è possibile visitare il Vecchio Cimitero Ebraico. Non è certo cosa da poco contando che vi si contano quasi 12.000 lapidi e che si crede che il loro numero possa essere piu alto dato che, nel tempo, si sono sovrapposti strati su strati per sopperire alla mancanza di spazio...
Praga è anche birra, ottima birra (compensa un pò il cibo che, invece, almeno a parer mio, non è un gran che). Ed è assenzio, legale assenzio. La vita, almeno 5 o 6 anni fa, non era cara ed è immancabile un tour tra le varie vie di negozi o una passeggiata notturna tra i locali (ma attenzione a dove girate, non è sicura dappertutto). A proposito di locali, io sono stata in una discoteca multipiano davvero enorme, musica di vario genere, consiglio una visitina a chi ama fare le ore piccole.
Non ho mangiato l'anguria a Praga. Anche perchè sinceramente non avrei proprio saputo come pronunciare vodnì meloun.

Sandia (pr. sandìa)


Madrid. Spagna.
Nella foto il Parco do Retiro. Meraviglioso, enorme, verdissimo parco nel centro di Madrid, meta di turisti, madrileni, studenti alla ricerca di quiete per studiare, ragazzi alla ricerca di svago (di QUALUNQUE genere, chi vuole intendere intenda...), bambini, artisti di strada, mimi... Diciamo che questo luogo potrebbe essere visto come lo specchio, in piccolo, della più grande città che è Madrid. Una città colorata, multietnica, variegata, da girare il più possibile.
Nel periodo di Capodanno, l'unico di cui posso essere testimone, non si può non fare una capatina in plaza Mayor dove viene allestito un enorme mercato all'insegna del Natale e della Nochevieja (Capodanno)... dolci, caramelle, parrucche colorate, vestiti strani, insomma, qualunque accessorio che crei un'atmosfera di festa... E sì, perchè la FIESTA a Madrid è davvero sentita, da piccoli, giovani e adulti che, nella notte di Capodanno, si scatenano esattamente come i propri figli (anche perchè a Madrid, diversamente che in Italia, il Capodanno è una festa che si passa in famiglia).
Se il 31, aspettando la mezzanotte, non si teme la calca, suggestiva e divertentissima è Puerta del Sol, una piazza abbastanza grande che si gremisce di persone abbigliate nei modi più stravaganti, con bottiglie di alcoolici a portata di mano (il cosiddetto boteillon), pronte a ballare al ritmo della musica proveniente da un palco allestito ad hoc. Alla mezzanotte, fuochi, petardi e una pioggia di coriandoli lasciano tutti a bocca aperta.
Madrid festaiola, Madrid culturale. Da non dimenticare, infatti, il Museo del Prado, davanti al quale ho visto una coda non da poco, 6 ore di attesa di stimate. E, per gli amanti del calcio, immancabile una visita al Santiago Bernabeu!
La cucina non lascia insoddisfatti, anzi... Molto curioso è mangiare in uno dei Musei del Prosciutto (Jamon)!
Madrid, tanti scorci, difficile riassumere, meglio vederla con i propri occhi.
Ah... qui, anguria si dice sandia!

giovedì 4 dicembre 2008

Sandìa (pr. sandìa) oltreoceano

Puntacana. 250 km circa a est di Santo Domingo. Repubblica Dominicana.
Un angolo di Paradiso. Diversamente dal Brasile e soprattutto dal Messico, non si spera in grandi patrimoni storici (a parte le testimonianze dello sbarco di Colombo presenti nella capitale) o in paesaggi particolarmente variegati. La Repubblica Dominicana è Mar dei Caraibi, è la settimana da prendersi per il relax, per la vita di mare, per il Sole, io l'ho sperimentata in villaggio e, nonostante non sia particolarmente a favore di queste strutture, in posti come questo è forse la cosa migliore. Al di fuori, infatti, il territorio offre ben poco e la popolazione, diversamente da quanto si potrebbe pensare, non è così ospitale, diciamo che c'è un accenno non così debole di razzismo nei confronti del 'bianco'.
Le spiagge bianche, la sabbia farinosa, le piccole alghe scure che si adagiano sul bagnasciuga, le palme, altissime e dal tronco sottile che si piega al vento, il cielo azzurro percorso da una quantità sorprendente di pellicani, il vento perenne che aiuta a 'proteggersi' (ma mai senza creme!!!) dal caldissimo Sole, sono tutti elementi che non possono far provare altro che puro relax. Se poi si ama nuotare o semplicemente stare a mollo in acqua, a Puntacana il mare è un sogno: è trasparente e il suo livello aumenta gradatamente e permette di sollazzarsi proprio come se si fosse in piscina.
E, per dirla tutta, esistono delle vere e proprie piscine naturali, come quella vicino alla fantastica isoletta di Saona, poco lontana da Puntacana. Zone in mezzo al mare, lontane dalla costa, in cui il fondale ritorna più alto e in cui ci si può fermare, bagnandosi anche solo fino al ginocchio, e sorseggiare, magari, un coca e rhum... diciamo che non è una sensazione da poco.
Aggiungete la musica, un aperitivo sulla spiaggia, una cena su una terrazza, un'escursione di snorkeling per vedere la barriera corallina, una partita a beach volley o una bella macedonia di frutta (mai senza anguria che qui, in spagnolo, è chiamata sandìa) e ditemi se il vostro desiderio di partire non diventa impellente.

Sandìa (pr. sandìa) otra vez

Edzna. 6o km circa da Campeche. Stato di Campeche. Messico.
Uno dei più piccoli e meno conosciuti siti archeologici Maya presenti in Messico. Avrei potuto parlare di Chicheniza o di Palenque ma ho preferito dare rilievo a un piccolo tesoro non così pubblicizzato che seguire la tendenza e parlare di argomenti già triti e ritriti. Poi, forse, ho voluto anche rendere onore alla guida che ha condotto me e Manuela in questo luogo, un Maya di età indefinibile, poteva avere 40 anni come 60. Si merita un ricordo... un pò perchè in macchina andava velocissimo, un pò perchè negava ci fossero piantagioni di marjuana anche quando l'odore non poteva far pensare altro, un pò perchè ci ha spiegato per filo e per segno quali sono le coltivazioni tipiche di questa regione, svelandomi come, qui, anguria si dica sandìa!
Edzna... un accrocchio di edifici antichi di millenni. Alti. Imponenti. Costruiti con un materiale chiaro, che ben si staglia sulla vallata verdissima in cui sorgono. Sull'edificio che vedete in foto, si può salire tramite stretti gradini e appendendosi a una corda (la foto non dà l'idea della pendenza della parete), quando si è lì sopra il vento è forte, la visuale è sterminata, se ci si ferma un attimo a pensare a chi ha costruito il palazzo e a quando l'ha fatto, beh, impossibile non sentirsi in contatto con qualcosa di raro.
Il Messico, comunque, non è solo archeologia. E' Mar dei Caraibi, è Golfo del Messico, è spiagge bianche, è Sole accecante, è un popolo buffo, estremamente sorridente, ospitale, ballerino. E' la costa dello Yucatan ma è anche, e io direi soprattutto, l'entroterra, è il Chiapas il Messico vero, puro, incontaminato, non ancora intaccato da villaggi turistici e finte città di finte ricchezze. Il Messico è anche tanta Polizia, dato il forte traffico di droga ed è uno dei paesi al mondo che consuma più Coca-Cola e, di conseguenza, uno dei posti in cui ci sono più persone che soffrono di osteoporosi. Insomma, il Messico è mille sfaccettature, tutte da vedere, senza alcun dubbio.

mercoledì 3 dicembre 2008

Melancia (pr. melansìa)

Canoa Quebrada. 200 km circa a Sud di Fortaleza. Stato del Ceara. Brasile.
In questo luogo ANGURIA si dice MELANCIA (da pronunciarsi melansìa) e per fortuna l'ho scoperto in fretta. Perchè al dì sotto di questa scogliera, su questa spiaggia che sfuma dal rosso porpora (dato dall'erosione della scogliera stessa, rossa) al bianco e che finisce languidamente nelle verdi acque dell'oceano Atlantico, ho bevuto dei succhi di anguria pazzeschi.
A contribuire sarà sicuramente stata anche l'atmosfera... musica reggae dal chioschetto gestito da rasta al quale facevamo puntate giornaliere e notturne... vento che porta profumi nuovi... persone dal colore della pelle diverso, dalla lingua diversa, dai modi di fare, di vivere e di pensare diversi.
Questo è solo un piccolo scorcio di Canoa Quebrada. Che, letteralmente, significa Canoa Rotta. E sì, perchè non si sa per quanto ancora questo villaggio di pescatori e di artigiani (i cosiddetti maluchi) potrà esistere. Il vento è forte per 6 mesi all'anno, soffia dal mare verso l'entroterra e, giorno dopo giorno, sta erodendo la scogliera su cui sorge questo paesino.
Per fortuna, io ci sono stata. E non è detto che non ci tornerò.
Perchè questo è solo uno scorcio di questo paesino. E' solo uno scorcio del Ceara. E' solo uno scorcio di quell'enorme e variegato stato che è il Brasile (tanto che nello stesso periodo dell'anno l'escursione termica tra Nord e Sud può essere anche di 20 gradi). Proprio per questa grandezza, sono convinta che per quanto là io abbia passato un mese, di scorci ne ho visti pochi. Ma ognuno di essi ha lasciato traccia indelebile nel cuore e nella mente.
Grazie Andrea.